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Un ghiacciolo al limone

tempera su cartone telato - luglio 2019

Da piccola era semplice, correvo da nonno e salivo sulle sue gambe e qualsiasi dolore spariva e si scioglieva, colava sulla nostra pelle come cola un ghiacciolo al limone, lasciandoci un alone di zucchero e di appiccicoso leggermente fastidioso che ci teneva attaccati e ci faceva sorridere di tutto. Da piccola quella mano così grande poteva accarezzarmi dalla fronte al mento con un solo tocco. E nella carezza disegnava i miei tratti, il mio carattere, me. Mi sono trovata sola che ero poco meno di una bozza, e come bozza mi sono mossa tra una ferita e l'altra, facendo mia la mancanza di quella carezza. Oggi però no. Oggi ho preso i colori e ci ho immerso la mia mano sinistra, ho preso uno specchio. Mi guardavo e ripercorrevo i miei tratti, con gesti incerti e tremolanti. Mi sono accarezzata, mi sono negata, mi sono annullata, mi sono riconosciuta, mi sono presa cura di me e alla fine, tra un ballo e una risata, mi sono tirata addosso il fondo di quel ghiacciolo al limone, un po' ridendo un po' sul serio. 

La tempera colava su di me, sulle mattonelle, e come quel ghiacciolo mi teneva stretta a me stessa, in un abbraccio che ricorderò per sempre.